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Gli anti-infiammatori non cortisonici potrebbero proteggere contro la malattia di Parkinson PDF Print
Friday, November 09 2007
 

Ma l'aspirina funziona solo nelle donne

 

Una delle teorie più accreditate sullo sviluppo della malattia di Parkinson è che, dopo un danno iniziale dovuto a fattori sconosciuti di origine ambientale o di natura genetica, la malattia progredisce nel tempo a causa di un processo infiammatorio a carica della glia (cellule nervose di supporto).

Ricercatori americani hanno verificato il consumo di medicinali anti-infiammatori non cortisonici in un gruppo di 293 pazienti parkinsoniani ed in 286 soggetti di controllo senza la malattia in California.  Hanno rilevato che solo il 18,4% prendevano questi medicinali regolarmente da anni, rispetto al 31,8% dei soggetti sani.  Tale differenza valeva anche per l'aspirina solo nelle donne. 

Gli autori giungono alla conclusione che sono giustificati ulteriori studi sul ruolo protettivo degli anti-infiammatori non cortisonici nella malattia di Parkinson

Wahner et al.  Neurology 2007; 69: 1836-1842

 
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